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PROTOCOLLO SPIKES NELLA COMUNICAZIONE MEDICO PAZIENTE

Don Claudio Fabian Almeyra Fereyre

PROTOCOLLO SPIKES NELLA COMUNICAZIONE MEDICO PAZIENTE

Esiste un protocollo di comunicazione nel rapporto medico-paziente che ha un'ampia base medico-scientifica, viene utilizzato soprattutto per comunicare notizie negative, soprattutto in ambito oncologico, è l'utilizzo dell'acronimo SPIKES1, ogni lettera ha un significato e rappresenta una fase del dialogo che si instaura tra il medico e il paziente o la famiglia, inoltre ha quattro obiettivi: 1 ottenere informazioni dal paziente 2 trasmettere informazioni mediche 3 sostenere il paziente e 4 stimolare il malato, in modo che possa partecipare attivamente al trattamento che gli viene proposto.

Le sei fasi sono:

Setting up: Si tratta di una sorta di preparazione a un dialogo affabile e sincero; a tal fine, è necessario predisporre un luogo adatto, che rispetti la privacy del paziente e che sia confortevole.

Occorre fare attenzione ai gesti e alla gestione del tempo, cioè non interrompere troppo ed è consigliabile guardare il paziente negli occhi.

Perception: La percezione del paziente; in questa fase si deve tenere conto dell'assioma “chiedere prima di parlare”, si pongono domande aperte per ricostruire la percezione che il paziente ha della sua condizione clinica, evitando così fraintendimenti della comunicazione o informazioni non del tutto accurate, attraverso questa fase è possibile percepire se il paziente rifiuta o meno la sua malattia.

Invitation: Ottenere l'invito del paziente; nella maggior parte dei casi i pazienti vogliono conoscere la diagnosi esatta e la prognosi dettagliata della malattia, ma in altri non è così, un meccanismo di difesa può portare la persona a negare la realtà o semplicemente a evitarla; in queste circostanze si possono effettuare dei test per facilitare una conversazione efficace che fornisca le informazioni richieste.

Knowledge: Trasmettere conoscenze e informazioni; avvertire il paziente che sta per ricevere informazioni negative sul suo stato di salute, può evitare uno shock, per il quale si possono applicare le seguenti linee guida: 1 usare un linguaggio adatto al paziente, cioè devo essere consapevole di chi ho di fronte. 2 usare parole comuni ed evitare termini tecnici.3 evitare l'eccessiva franchezza.4 informare in modo graduale, valutando l'effettiva comprensione del paziente. 5 quando si tratta di diagnosi complesse evitare di dire “non c'è niente da fare”.

Emotions: Gestire le emozioni del paziente con empatia; questa è una delle fasi più importanti e difficili, perché si tratta di trasmettere una notizia negativa, quindi la reazione del paziente può essere diversa, pertanto proponiamo alcuni passi da seguire: 1 osservare le emozioni del paziente 2 dare un nome a queste emozioni 3 trovare la radice di queste emozioni attraverso domande aperte 4 dopo aver ascoltato attentamente il paziente, è necessario che si intenda che esiste un legame tra il medico e lo stato emotivo del paziente.

Strategy & Summary: Strategia e sintesi, dopo aver chiesto al paziente se è disposto ad affrontare l'argomento è possibile pianificare una strategia per il futuro, questo aiuterà il paziente a gestire l'ansia; si presenteranno le opzioni di trattamento e si tratterà di condividere le decisioni terapeutiche, questo aiuterà il medico a ridurre il senso di frustrazione o di fallimento in caso di esiti negativi, in questa fase occorre prestare attenzione a valutare le possibili incomprensioni del paziente affinché si prevenga la naturale tendenza a sopravvalutare l'efficacia o a fraintendere lo sviluppo della terapia.

[1] «Protocollo Spikes», Con-fine, in http://www.con-fine.it/documentazione-e-materiali/protocollo-spikes/ [23-9-2022].

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